Cooperativa sociale di tipo B

Le cooperative sociali sono diffuse in Italia da una cinquantina d'anni e sono nate per soddisfare esigenze diverse: un po' perchè gli Enti pubblici delegano competenze e attività che non possono coprire con personale interno, un po' perchè i cittadini si riuniscono in gruppi organizzati per dare una risposta efficiente e soprattutto personalizzata a esigenze diverse tra loro, anche se rientrano nello stesso ambito di intervento. Quello della SPES è il secondo caso. Siamo una delle cosiddette cooperative di tipo B (legge 8 novembre 1991, n. 381). Questa normativa decreta che le cooperative sociali perseguono l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale e le suddivide in due categorie: tipo A e B. La seconda svolge attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale: la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l'impegno, l'equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un rapporto equilibrato con lo Stato e le pubbliche istituzioni. La Cooperativa realizza i propri scopi sociali mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità, attuando l'autogestione responsabile dell'impresa.

La Cooperativa ha come oggetto l'attività di manutenzione di verde pubblico e privato; le attività agricole in genere, con particolare riferimento all'agricoltura sociale, alla gestione di piccole fattorie didattiche; lavori di facchinaggio, trasporti, traslochi; piccole attività artigianali ed edili; l'attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, compreso il catering; la vendita di prodotti alimentari, di cosmesi ed igiene e commercio equosolidale; l'organizzazione di eventi ed escursioni; la gestione di attività di comunicazione istituzionale.