Si, se Amare è Agire come ci spronava il grande Raoul Follereau e come ci diceva qualcun altro duemila anni fa, se vogliamo dare seguito a tante nostre parole solidali per la causa palestinese, dobbiamo Agire e lo possiamo fare in tantissimi modi!
La manifestazione di lunedi 22 settembre che in Italia ha mosso più di mezzo milione di Persone, anche nella nostra città di Imperia ha visto tantissimi studenti e insegnanti, giovani e genitori, volontari di associazioni da tutta la provincia, rappresentanti di tutte le fedi e non… insomma una grande e bella energia di più di mille Cittadini Consapevoli!
La barbarie dell’esercito di occupazione israeliano, da sempre incitato dal premier e dai suoi ministri, ha superato ogni limite, ma – e non lo si dice! – è stato superato anche in Cisgiordania dove ogni giorno coloni armati, soprattutto armati di odio e disprezzo verso il popolo palestinese, protetti e coadiuvati dai soldati, rubano la terra, bruciano o distruggono le case, rubano o uccidono le pecore, terrorizzano, feriscono e uccidono i legittimi abitanti di questa Palestina martoriata da quasi 80 anni di occupazione!
Ma, quando si è sul campo, non si incontrano solo violenze, si assapora la forza e la bellezza di donne e uomini che si ostinano a guardarti negli occhi e dirti: “Questa è la mia terra!” e si impegnano ogni giorno per vivere la loro vita nella loro terra. Come Hakima Hassan, abitante di Asira Qibleyia, villaggio nel governatorato di Nablus. Da decenni il suo villaggio è sovrastato dalla colonia illegale ed estremamente violenta di Ytzar: continue le incursioni violente sulle persone, gli animali, le case…
Hakima è una leader dell’Women’s Support Center, Associazione contro la violenza sulle donne, ma non solo: ininterrottamente – la conosco dal 2015 – organizza corsi di formazione sulla salute e sui diritti delle donne e attività di reddito per aiutarle ad acquisire autonomia economica e lo fa in modo molto professionale: Corsi di agricoltura, di allevamento delle api, di ripresa delle attività tradizionali come il ricamo! Ed è proprio questo il progetto che noi come Ass. P.E.N.E.L.O.P.E., AIFO Imperia, SPES, Scuola di Pace, Mappamondo e Libera vogliamo sostenere!
Insieme proponiamo a tutte e tutti un gesto solidale verso il progetto di Ricamo delle donne di Nablus: alcune uscite dal nord di Gaza e prive di tutto, altre vittime di violenza domestica, sessuale o dell’occupazione che ha tolto loro la casa, il campo, la famiglia…
Un progetto bellissimo che vede le donne nuovamente protagoniste della loro vita. Creatrici di lavori stupendi con i colori e i disegni della cultura palestinese: da un piccolo portachiavi a centri, borse, scialli.. e non solo!
Potremo sostenere queste attività e anche incontrare dal vivo Hakima! Infatti, se riuscirà a superare le difficoltà che sta incontrando per ottenere il visto, sarà con noi ad Imperia il 10 ottobre nel Monastero delle Clarisse e l’11 ottobre nel Salone di Sant’Agostino a Ventimiglia.
Hakima con la sua forza, la sua energia incredibile, la sua ferma dolcezza che le permette – grazie anche al sostegno del marito Abdullah – di superare tantissime difficoltà, come quando i coloni le hanno bruciato gli ulivi o tutte le arnie delle api o i soldati hanno fatto irruzione e devastato la sua casa. Hakima sa di avere il diritto di lottare per la sua gente, per le sue donne e nulla la può fermare.
Chi vuole contribuire, come potete leggere nel volantino allegato, può fare un versamento di qualunque importo all’Ass. SPES (IBAN: IT83V0538749100000047257327), specificando la causale: Donne Palestina.
Di seguito i lavori di queste Donne. Ci auguriamo lei potrà essere in Italia e noi, comunque, ordineremo i ricami, perché possano diffondere la bellezza di questa cultura che in ogni modo Israele sta cercando di soffocare e distruggere… se non appropriarsene.
“Il mondo non ha che due possibili destini: amarsi o scomparire. Noi abbiamo scelto l’amore”
Raoul Follereau






